Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps PDF Stampa E-mail

Introduzione

La sede del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps ospita importanti collezioni di antichità appartenute nei secoli XVI e XVII a varie famiglie della nobiltà romana.

All’interno del tardorinascimentale palazzo del cardinale Altemps si conservano alcune fra le più importanti collezioni storiche di scultura antica, comprendenti anche pregevoli testimonianze egizie. Fra di esse, la più famosa è la raccolta seicentesca di scultura antica della famiglia Boncompagni Ludovisi, che annovera capolavori dalla Magna Grecia come il celeberrimo Trono Ludovisi del V secolo a.C. La collezione comprende anche opere di età ellenistica come l’Ares e il gruppo con il Galata Suicida, creazioni romane come la colossale testa di Giunone tanto apprezzata da Goethe o il grandioso sarcofago noto come “Grande Ludovisi” che celebra mirabilmente la vittoria sui barbari. Altre sculture d’età repubblicana e imperiale, integrate spesso da importanti scultori dell’epoca barocca come Bernini e Algardi, campeggiano al centro di ampie sale affrescate che si affacciano sulla loggia dipinta come un giardino segreto delle delizie, arricchita da una galleria di ritratti dei Cesari. Il percorso si conclude nel cortile interno, esempio dell’equilibrio architettonico cinquecentesco, dove è stata mantenuta la collocazione originale delle statue sotto le arcate del portico.

Le collezioni

Le cinque collezioni presenti nel palazzo sono le seguenti:

  • La Collezione Altemps - L’importante collezione di antichità del cardinale Marco Sittico era ricca di un centinaio di opere, passate poi in diverse proprietà. Si trovano ancora a Palazzo Altemps quattro grandi statue situate nel portico settentrionale e altre sculture che decorano lo scalone.
  • La Collezione Boncompagni Ludovisi - Nelle sale del piano terra e del primo piano sono esposte centoquattro sculture che nel 1900 lo Stato italiano acquista dalla famiglia Boncompagni Ludovisi. Tra gli esemplari maggiormente rappresentativi: l’Acrolito e il Trono Ludovisi, il Galata suicida, l’Atena restaurata da Algardi, l’Ares restaurato da Bernini e il sarcofago Grande Ludovisi.
  • La Collezione Mattei - Nei portici ai lati del cortile e in una sala del primo piano sono esposte alcune sculture antiche che abbellivano originariamente la villa e i giardini di Ciriaco Mattei sul Celio: celebre il Dace in marmo giallo antico.
  • La collezione Del Drago - Sono esposti nella loggia meridionale quattro rilievi della collezione appartenuta alla famiglia Del Drago, conosciuti e disegnati fin dal XV secolo, studiati e ammirati anche da Winckelmann.
  • La raccolta egizia - Le sculture esposte nei cosiddetti Appartamenti di D’Annunzio, rinvenute a Roma nella zona dove sorgeva il grande Santuario dedicato ad Iside in Campo Marzio, in parte provengono dall’Egitto e in parte sono frutto di una produzione romana in “stile egizio” sviluppatasi di pari passo con il diffondersi dei culti egizi in Occidente. Nella sala delle Dee Madri è esposta la testa di Artemide Ephesia rinvenuta nel 2009 nello scavo urbano di Via Marmorata.

L'edificio

Il palazzo si trova nel Campo Marzio a due passi da Piazza Navona. Negli scavi archeologici preliminari ai lavori di restauro sono state rinvenute le strutture di una domus romana tardo imperiale e i resti di numerose case-torri medievali inglobate nel palazzo rinascimentale.

Il primo nucleo dell’edificio attuale si deve a Girolamo Riario nel XV secolo: a questa fase appartengono i soffitti lignei del primo piano e gli affreschi parietali nella Sala della Piattaia. Successivamente il fabbricato diventa proprietà del cardinale Soderini e quindi residenza dell’ambasciata di Spagna.

Il cardinale di origine tedesca Marco Sittico Altemps lo acquista nel 1568 e vi stabilisce la propria collezione di sculture antiche. Interventi rappresentativi della fase altempsiana sono il cortile e l’altana, il camino monumentale e la chiesa di Sant’Aniceto, le decorazioni della loggia dipinta e gli affreschi della Sala delle Prospettive Dipinte.

Nel corso del Settecento il palazzo torna a essere una dimora diplomatica e ospita sfarzose feste nel cortile e nel teatro. Nel XIX secolo il tenente francese Giulio Hardouin ne eredita l’intera proprietà dalla defunta moglie Lucrezia Altemps. Nel 1883 egli acconsente alle nozze tra la figlia di seconde nozze Maria e Gabriele D’Annunzio e in seguito a contrasti con il genero si vede costretto a cedere il fabbricato alla Santa Sede che tra il 1894 e il 1969 lo concede in uso al Pontificio Collegio Spagnolo. Il Ministero dei Beni Culturali acquista il palazzo nel 1982 e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ne ha curato un rigoroso restauro fino ad arrivare all’inaugurazione del museo nel 1997.

 

La partecipazione all'evento, facente parte dei "Martedì in Arte", è gratuita. Ai fini organizzativi chiediamo ai partecipanti di inviare una mail di conferma.

 

Appuntamento

Ci vediamo martedì 31 maggio all'entrata del palazzo, Via di S. Apollinare, 44, alle ore 19:30.

 

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